In molti ospedali del mondo e' stato dimostrato come il Reiki sia efficace nelle terapie del dolore, nell'assistenza pre e post operatoria, durante i trattamenti chemio e radioterapici del malato oncologico.

E' stato dimostrato come lo stato di rilassamento mentale che un ciclo di Reiki produce dura per piu' settimane ed e' in grado di alleviare sintomi fisici quali dispnea, astenia nausea e stati psichici quali ansia, insonnia, depressione.....

Vorremmo dire che Reiki fa molto di piu'... e senza paura di smentite...aspettiamo pazientemente il tempo in cui i Reikisti, a fianco dei Medici, entreranno negli ospedali

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REIKI E MEDICINA UFFICIALE 

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   LA  SCIENZA SPIEGA GLI EFFETTI DEL REIKI

                  E I PERCHE' DELLA SUA EFFICACIA:

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La principale azione terapeutica esercitata dal "Guaritore Rekista " proviene da una emissione di biofotoni cerebrali e dall'"onda informativa delle simil-alpha".

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 La trasmissione elettromagnetica cerebrale del Reikista (poichè noi parliamo di Reiki) stimola per Biorisonanza l'attività cellulare cerebro-organica del ricevente nelle stesse frequenze.

L'attività elettromagnetica del DNA - RNA dei neuroni cerebrali delle cellule alterate del ricevente viene riattivata dal Reikista con un'azione di Biorisonanza trasmessa per induzione.
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La rigenerazione cellulare ottenuta si può finalmente documentare grazie ad apparecchi -sensori di nuova generazione.
Fino a qualche tempo fa si credeva che il cervello fosse solo una "massa pensante" e che le "guarigioni" fossero dovute ad un effetto placebo o ad un'azione suggestiva provocata dal Reikista o dal pranoterapeuta che trasmetteva "calore" dalle sue mani.
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I detrattori asserivano che, quando il Curatore "non sapeva guarire", era un ciarlatano ed il fluido "non esisteva".
 Quando l'ammalato "guariva" era invece quest'ultimo che si suggestionava da solo.
 Ovviamente ribadiamo il concetto che il GUARITORE non guarisce nessuno ma riequilibra così bene la persona da portarla, se la sua Anima è "pronta", alla sua autoguarigione
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Zimmerman,eminente studioso, si occupò, verso il 1998, di verificare cosa avviene mentre si praticano terapie energetiche come il Reiki.
La ricerca rivelò che non solo le onde cerebrali del praticante e del ricevente si sincronizzavano nello stato alfha, caratteristico del rilassamento profondo, dell'analgesia e della meditazione, ma che pulsavano all’unisono con il campo magnetico terrestre: la  "Risonanza Schuman"
Durante i trattamenti, il campo biomagnetico dei Reikisti era almeno mille volte più esteso del normale e ciò non aveva alcuna relazione con la corrente del corpo interno.
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Zimmerman  e Seto  approfondirono ulteriormente lo studio dell'ampio campo biomagnetico pulsante emesso dalle mani di praticanti di metodi di trasmissione energetica come il reiki, mentre lavoravano.
 Essi scoprirono che le pulsazioni vibravano alle stesse frequenze delle onde cerebrali, in un intervallo compreso tra 0,3 e 30 Hz, con maggiore densità tra 7 e 8 Hz, nello stato ALPHA.
 Ricerche mediche indipendenti hanno dimostrato che in questo intervallo di frequenze, le capacità di autoguarigione del corpo sono fortemente stimolate e che specifiche frequenze possono essere utilizzate per rigenerare i diversi tessuti.
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Ad esempio, 2 Hz per la rigenerazione dei nervi, 7 Hz per la crescita ossea, 10 Hz per la guarigione dei legamenti e 15 Hz per la formazione dei capillari.
I macchinari per la fisioterapia, basati su questi principi, sono stati creati per favorire la rigenerazione dei tessuti molli e la tecnologia ad ultrasuoni è comunemente usata per pulire arterie intasate e disintegrare calcoli renali. Inoltre, da anni, si sa che piazzare una bobina elettrica attorno ad una frattura che non si ricompone aiuta l'osso a crescere e a rigenerarsi.
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Lo stesso effetto si rispecchia nella persona che riceve  un  trattamento reiki    & nbsp;    e IL DOTT. BECHER ritiene che sia questo effetto, più di ogni altro che regola la rigenerazione dalle ferite e il riequilibrio dell'intero sistema.
Ciò evidenzia una delle caratteristiche speciali del Reiki (e terapie simili) che lo rendono particolarmente efficiente, vale a dire il fatto che sia il praticante che il ricevente beneficiano del trattamento.

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Il Dott.Becker spiega come le onde cerebrali non siano confinate al cervello ma viaggino in tutto il corpo attraverso il sistema perineurale, costituito dalle guaine dei tessuti connettivi che circondano tutti i nervi.
Nel corso di un trattamento, queste onde iniziano come pulsazioni relativamente deboli nel talamo del cervello del praticante e accumulano forza mentre fluiscono ai nervi periferici del corpo, incluse le mani.

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È interessante notare che il Dott. Becker basò il proprio studio su un campione di soggetti di diverse culture e indipendentemente dai loro sistemi di credenze o usanze e tutti i test portarono ai medesimi risultati.

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 Una parte della crescente popolarità del Reiki, anche fra gli studiosi, sta nel fatto che non impone un set di credenze e può essere liberamente utilizzato da persone di ogni cultura, formazione e fede; inoltre è ormai comprovata la sua efficacia nel rilassamento e in analgesia. Questa efficacia associata alla neutralità lo rende particolarmente appropriato anche per l'uso in ambito medico... come già succede anche in Italia, tipo l'OSPEDALE SAN RAFFAELE di Milano, alcune ASL della toscana e dell'Umbria etc... 

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In molti ospedali del mondo e' stato dimostrato come il Reiki sia efficace nelle terapie del dolore, nell'assistenza pre e post operatoria, durante i trattamenti chemio e radioterapici del malato oncologico.

E' stato dimostrato come lo stato di rilassamento mentale che un ciclo di Reiki produce dura per piu' settimane ed e' in grado di alleviare sintomi fisici quali dispnea, astenia nausea e stati psichici quali ansia, insonnia, depressione... Vorremmo dire che Reiki fa molto di piu'... e senza paura di smentite... aspettiamo pazientemente il tempo in cui i Reikisti, a fianco dei Medici, entreranno negli ospedali.

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IL REIKI NELLE

STRUTTURE SANITARIE

Reiki affianca la terapia convenzionale in numerosi centri ospedalieri di tutto il mondo.
In molti centri statunitensi e canadesi, reiki è utilizzato per lo più dal personale infermieristico e dai fisioterapisti, affiancati anche da volontari e fa parte del curriculum formativo di queste figure professionali.

Reiki affianca la terapia convenzionale in numerosi centri ospedalieri di tutto il mondo.
In molti centri statunitensi e canadesi, reiki è utilizzato per lo più dal personale infermieristico e dai fisioterapisti, affiancati anche da volontari e fa parte del curriculum formativo di queste figure professionali.

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  REIKI

 IN OSPEDALE  

                              PROGETTO IN SVOLGIMENTO  DAL 2006

Studio sugli effetti dei trattamenti REIKI sull'ansia e sul dolore nel malato oncologico

tratto dal sito:www.ilreiki.it

L'associazione cerchiodiluce prosegue l'indagine iniziata nel 2003, in collaborazione con il personale medico e infermieristico del COES (Centro Oncologico Ematologico Subalpino), sull'efficacia dei trattamenti reiki nell'accompagnamento dell'iter terapeutico dei malati oncologici e nelle cure palliative.

Reiki è utilizzato come supplemento della terapia convenzionale, quindi effettuato su pazienti con una diagnosi definita, che stanno già ricevendo un trattamento farmacologico.

-Lo studio in fase di svolgimento indaga gli effetti di reiki su ansia e dolore.

Per lo studio sono inclusi, su indicazione di medici e infermieri, pazienti affetti da neoplasia in cura presso il Centro Oncologico Ematologico Subalpino, ai quali sono praticati gratuitamente i trattamenti reiki dagli operatori dell'associazione, durante la somministrazione delle terapie in Day Hospital.

-Gli operatori reiki che partecipano al progetto eseguono una formazione presso l'associazione cerchiodiluce.

I dati sono raccolti attraverso la somministrazione ai pazienti di un questionario redatto dall'associazione e dall'equipe medica, nel quale sono utilizzate le scale VAS (Visual Analogic Scale) per ansia e dolore.Il questionario, diviso in diverse sezioni è compilato dai pazienti prima e dopo aver ricevuto il trattamento e rileva anche eventuali cambiamenti nello stato psicologico e fisico del paziente durante il trattamento.

-Risultati e ricadute attesi* Introdurre l'operatore reiki all'interno della struttura ospedaliera a supporto dell'equipe di medici, psicologi e infermieri che lavora per prendersi cura del malato nella sua complessità.

Il trattamento reiki offre un supporto al trattamento psicologico delle emozioni legate alla malattia e può contribuire a migliorare la qualità della vita del paziente nel suo iter terapeutico.

* L'esperienza dei primi due anni del progetto reiki in ospedale presso il C.O.E.S. ha evidenziato che nel malato oncologico i benefici dei trattamenti reiki sullo stato emotivo possono migliorare la sua capacità di affrontare cure farmacologiche prolungate e il suo rapporto con la struttura ospedaliera.

* I benefici di reiki sono inoltre riscontrabili sul dolore e sull'ansia, in particolare se la seduta reiki è effettuata durante la somministrazione dei farmaci.

* Trattandosi di una tecnica dolce di rilassamento, senza effetti collaterali, basato sul semplice contatto delle mani dell'operatore sul paziente,

- reiki si presta bene come trattamento integrativo alla terapia del dolore e potendo essere praticato in ogni situazione senza fare ricorso a strumenti, è adatto come tecnica di supporto nelle equipe di cure palliative.

* L'operatore reiki che lavora in ospedale è una figura professionale che, oltre ad avere una solida pratica della tecnica, segue un'adeguata e permanente formazione che lo supporta nell'interagire con la complessa realtà del malato oncologico.


            REIKI IN ITALIA

- Il CESPI di Torino, ente di formazione per infermieri include i seminari di reiki tra i suoi programmi.

- Presso il Centro di Medicina Psicosomatica dell'Ospedale San Carlo Borromeo di Milano è praticato reiki a pagamento con riferimento al tariffario del Servizio Sanitario Nazionale.

 L'iniziativa fa parte del progetto osservazioni e valutazioni di procedure terapeutiche di medicina complementare approvato dalla Regione Lombardia. L'equipe è formata da cinque medici e da una psicologa. La terapia è eseguita su pazienti affetti da emicrania che ricevono un ciclo di otto trattamenti reiki a cadenza settimanale.

- L'Ospedale Versilia dell'Azienda Sanitaria della Regione Toscana ha inserito nei servizi a pagamento i trattamenti reiki(AUSL 12 di Viareggio)

la stessa cosa dicasi per alcune ASL dell'Umbria 

e in ospedale a Brescia:

Sul sito Malattie Reumatiche Infiammatorie Croniche e Autoimmuni (MA.R.I.C.A), bresciareumatologia.it è pubblicato un ottimo articolo sugli effetti benefici del reiki nelle fibromialgie, ve lo mostriamo con un [ click qui ].


Nel MONDO:

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Il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York propone il reiki
come medicina integrativa.

-Nella Tucson Medical Center's reiki Clinic in Arizona sono presenti gli operatori reiki dal 1995 presso il reparto oncologico.

-Il California Pacific Medical Center in California, offre terapie complementari e integrative tra cui il reiki.

Vi segnaliamo un ottimo articolo scaricabile gratuitamente nella nostra sezione LIBRI GRATUITI dal titolo:

" IL REIKI NELLA ASSISTENZA INFERMIERISTICA AL PAZIENTE IN OSPEDALE"

scaricalo subito oppure leggi il preview dell'articolo nel nostro blog click qui. 

Un altro interessante articolo STUDI SCIENTIFICI SUL REIKI è visionabile sul nostro blog [ click qui ]

La stampa.it riporta un articolo su reiki, dove si riporta che Hayden Roulston, ciclista neozelandese sarebbe "guarito" facendo ricorso al Reiki, articolo che vi mostriamo con un [ click qui ].

Sul sito Malattie Reumatiche Infiammatorie Croniche e Autoimmuni (MA.R.I.C.A), bresciareumatologia.it è pubblicato un ottimo articolo sugli effetti benefici del reiki nelle fibromialgie, ve lo mostriamo con un [ click qui ].

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